Paul Lachine

Americani, falsi amici della Cina

MONACO – Dal momento che la Cina ha ancorato al dollaro la propria moneta sottovalutata, il renminbi, ogni indebolimento del biglietto verde sulla scia della crisi finanziaria americana ha generato anche un indebolimento del renminbi rispetto alle altre valute mondiali. Ma la Cina è davvero colpevole per lo scoppio di una guerra valutaria globale?

Le banche centrali di Corea del Sud, Brasile, Taiwan, Giappone, Svizzera e di molti altri paesi stanno ora acquistando dollari per proteggere le proprie valute da un’eventuale rivalutazione e quindi difendere le proprie esportazioni. Anche l’Europa ha cominciato a innervosirsi dopo aver assistito alla volata del tasso di cambio dell’euro a quota 1,40 dollari, ben oltre la parità del potere di acquisto a 1,17 dollari.

Gli Stati Uniti stanno ora mettendo in campo misure drastiche nei confronti della Cina, e stanno preparando il terreno per una guerra commerciale. Il Congresso ha autorizzato il Presidente a imporre dazi doganali sui prodotti cinesi importati se la Cina continuerà a rifiutarsi di apprezzare in modo sostanziale la propria moneta rispetto al dollaro.

To continue reading, please log in or enter your email address.

To access our archive, please log in or register now and read two articles from our archive every month for free. For unlimited access to our archive, as well as to the unrivaled analysis of PS On Point, subscribe now.

required

By proceeding, you agree to our Terms of Service and Privacy Policy, which describes the personal data we collect and how we use it.

Log in

http://prosyn.org/Gq24rjW/it;

Cookies and Privacy

We use cookies to improve your experience on our website. To find out more, read our updated cookie policy and privacy policy.