Chris Van Es

Le ambizioni antifragili della Cina

HONG KONG – Nel suo viaggio verso una prosperità globale e sostenibile, la Cina si trova ancora una volta di fronte a un bivio. Al congresso del Partito comunista cinese tenutosi nel mese di novembre, la nuova leadership si è assunta la responsabilità di tracciare il percorso del Paese nei prossimi dieci anni, un compito che comporta la modernizzazione dei sistemi sociale, politico ed economico della Cina entro i limiti della sua storia e di un contesto geo-politico in continuo mutamento.

Il programma di riforme appare ambizioso sotto tutti gli aspetti, soprattutto considerando che l’ambiente esterno è fragile e poco accomodante. Entro il prossimo decennio, i leader cinesi dovranno vagliare e attuare una serie di riforme volte a combattere la corruzione, sostenere la migrazione verso le città (ad esempio, attraverso la liberalizzazione del sistema di registrazione della proprietà immobiliare), promuovere l'innovazione tecnologica, riequilibrare le fonti di crescita economica, migliorare gli standard ambientali e occupazionali, e creare un sistema assistenziale che contempli assistenza sanitaria, istruzione e previdenza.

Per garantire la sostenibilità di un sistema, la sua progettazione deve tener conto di ciò che Nassim N. Taleb ha definito eventi “di tipo cigno nero", cioè situazioni che, come la crisi economica globale ha dimostrato, sono meno rare di quanto si pensi e hanno conseguenze devastanti. Tuttavia, adottare misure tese esclusivamente a rafforzare i sistemi non basta. Non si tratta soltanto di riuscire a resistere alla volatilità, bensì anche di trarre vantaggio da periodi di stress e di caos.

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