0

Possiamo regolamentare il rischio sistemico?

MILANO – Negli ultimi due anni, due pericolosi episodi di instabilità finanziaria e cambiamenti improvvisi nelle dinamiche di mercato hanno colpito l’economia mondiale. Altri potrebbero seguire, dato che l’economia globale è sbilanciata sotto molti aspetti mentre esce gradualmente dalla crisi, specialmente in termini di debito sovrano e di struttura della domanda globale.

I rischi sistemici spingono la maggior parte delle crisi e per diverse ragioni lanciano una sfida. Innanzitutto, non sono semplici da rilevare con sicurezza e sono persino più difficili da provare. In secondo luogo, prevedere l’esatto punto di rottura (quando le bolle scoppiano, i mercati si bloccano e il credito si congela) è, e probabilmente sarà sempre, oltre le nostre capacità. Infine, le crisi sono eventi altamente non lineari, ovvero avvengono senza molto preavviso.

Periodici scoppi di instabilità impongono elevati costi sociali a quei soggetti che meno avevano a che fare con tutto ciò. Se ripetuto, questo modello potrebbe minare la fiducia nei mercati finanziari e negli enti di vigilanza, e questo potrebbe comportare una pesante regolamentazione, l’espansione dello stato ed un ridimensionamento della globalizzazione.

Ma il problema è anche più serio. La crisi finanziaria ed economica si sta gradualmente tramutando in una crisi del debito sovrano nei paesi avanzati. Lo squilibrio finanziario ed economico può portare a pericolosi squilibri nei conti pubblici, con un drastico calo del gettito fiscale e un aumento delle garanzie sociali e delle spese di salvataggio. Il Fondo monetario internazionale suggerisce che nei paesi avanzati ben il 75% degli “stimoli fiscali” comprenda misure anticicliche non discrezionali.