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La Rivolta Brexit

LONDRA – Con il voto per abbandonare l’Unione Europea, il Regno Unito ha messo in atto una rivolta così forte da scuotere – e potenzialmente addirittura distruggere – il progetto europeo. In effetti, così come il Regno Unito persegue il suo straordinario esperimento di democrazia applicata, altrove in Europa – per lo più in paesi del nord come Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi e Svezia – sicuramente ci saranno appelli a seguire l’esempio britannico. Ma contro che cosa si rivoltano coloro che vorrebbero distaccarsi?

L’Unione Europea è stata costruita all’indomani della seconda guerra mondiale come un modo, per sfuggire finalmente all’eredità secolare europea di conflitti violenti. Dopo due guerre brutali in cui la creazione e le ambizioni concorrenti di Stati-nazione hanno svolto un ruolo centrale, gli Europei hanno abbracciato l’internazionalismo come fondazione di un nuovo ordine politico, da proteggere a tutti i costi.

A tal fine, è stato fondamentale la costruzione di organismi sovranazionali che hanno vincolato gli Europei gli uni agli altri ed, in nome dell’integrazione, hanno imposto dei limiti ai singoli paesi. Le corti europee sono diventate responsabili della protezione dello stato di diritto, e nuove istituzioni come la Banca Centrale Europea hanno affermato un crescente controllo sull’economia.

Di conseguenza, l’Europa è giunta rapidamente ad assomigliare ad una tata fastidiosa, dicendo continuamente ai paesi ciò che non potevano fare, dal tentativo di superare la crisi economica al riconoscimento ai pensionati dei benefici che meritano. Sentendosi vincolati nella capacità di gestire le enormi sfide economiche che dovevano affrontare, i paesi hanno iniziato a rivoltarsi contro l’Europa, con attivisti anti-UE, in particolare nei paesi più piccoli come la Grecia, che sostenevano che erano stati sottoposti ad un trattamento ingiusto, persino crudele. Il sogno di una facile prosperità attraverso l’integrazione sembrava morto.