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I “dentro” e i “fuori” del nostro mondo

LONDRA – Mentre nel Regno Unito si inasprisce il dibattito sull’abbandono o la permanenza nell’Unione europea, sono sempre più evidenti i “dentro” e i “fuori” che definiscono la dura scelta che gli elettori si troveranno ad affrontare con il referendum sulla “Brexit” la prossima settimana. I britannici non sono soli, infatti tutto il mondo è sempre più diviso tra coloro che sostengono la campagna per l’ “abbandono” e coloro che sostengono la campagna della “permanenza” nell’Ue. Ma i cittadini e i loro leader vogliono lavorare con gli altri per garantire maggior sicurezza e prosperità, o pensano che sia meglio isolarsi dietro a delle mura reali o virtuali?

Chi è a favore del “fuori” vede il mondo attraverso delle lenti hobbesiane e vede quindi ovunque il pericolo di persone prese da passioni sregolate volte a danneggiarli. Solo un leviatano onnipotente può garantire l’ordine e la sicurezza.

Questa è fondamentalmente la visione del mondo (nonostante i diversi gradi di estremismo) del Partito della libertà austriaco, di Alba dorata in Grecia, del Partito per l’indipendenza del Regno Unito, di Fidesz – Unione civica ungherese e di forze politiche simili in tutta Europa e nell’occidente, per non menzionare le autocrazie e le vere e proprie dittature nel mondo. La loro è una politica di paura e di incitamento alle forze estremiste che esistono in ogni società.

E come abbiamo visto sia nel dibattito sulla Brexit che nella campagna delle elezioni presidenziali statunitensi né i fatti né la ragionevolezza potranno dissuadere gli elettori che sostengono il “fuori”. Come ha osservato recentemente l’economista Premio Nobel Daniel Kahneman sulla parte che sostiene l’uscita del Regno Unito dall’UE: “Le argomentazioni sono strane, sembrano essere a breve termine e fondate su irritazione e rabbia.” Tuttavia funzionano.