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Biden aveva ragione

WASHINGTON, DC – È stato straziante assistere al dilagare dei talebani in Afghanistan che nel giro di pochi mesi ha vanificato due decenni di sforzi del popolo afghano e della comunità internazionale per costruire uno stato dignitoso, sicuro e funzionante. La loro sbalorditiva invasione del paese si è conclusa domenica scorsa con l’ingresso a Kabul, che ha spinto alla fuga il presidente Ashraf Ghani.

La conquista praticamente incontrastata dell’Afghanistan da parte dei talebani solleva ovvi interrogativi sull’opportunità della decisione del presidente americano Joe Biden di ritirare le forze statunitensi e di coalizione dal paese. Paradossalmente, però, la rapidità e la facilità con cui è avvenuta l’avanzata talebana non fanno che confermare che Biden ha preso la decisione giusta e che non dovrebbe invertire la rotta.

L’inefficienza e il crollo delle istituzioni militari e di governo afghane sostanziano in gran parte lo scetticismo di Biden sul fatto che gli sforzi degli Stati Uniti per sostenere il governo di Kabul avrebbero potuto favorire una sua autonomia. La comunità internazionale ha speso quasi vent’anni, molte migliaia di vite e trilioni di dollari per il bene dell’Afghanistan – smantellando al-Qaeda, respingendo i talebani, sostenendo, consigliando, addestrando ed equipaggiando l’esercito afghano, rafforzando le istituzioni di governo e investendo nella società civile.

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