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Un manuale per manager delle crisi finanziarie

EDIMBURGO – Quando si dice che i giornalisti scrivono “la prima bozza della storia”, a prima vista potrebbe sembrare un’esagerazione, ma nel caso dei migliori di loro si è vicini alla verità. Riguardo alla grande crisi finanziaria del 2008, questo è proprio ciò che ha fatto Andrew Ross Sorkin, del New York Times, nel libro Too Big to Fail (Too big to fail. Il crollo, De Agostini, 2010), che resta a tutt’oggi un’utile testimonianza dell’aria che si respirava a Wall Street quando i mercati hanno cominciato a perdere colpi. Sorkin disponeva di buoni contatti con le figure fondamentali coinvolte nella crisi.     

La seconda bozza della storia viene spesso scritta da questi personaggi chiave. Alla fine della seconda guerra mondiale, Winston Churchill dichiarò che la storia l’avrebbe giudicato con benevolenza perché “io stesso propongo di scriverla”. Quando è scoppiata la crisi finanziaria, un pensiero simile potrebbe aver attraversato la mente di Hank Paulson, Ben Bernanke e Tim Geithner, rispettivamente segretario al Tesoro degli Stati Uniti, presidente della Federal Reserve e presidente della New York Fed. Tutti e tre hanno pubblicato lunghe biografie in cui spiegano perché hanno o non hanno fatto quello che hanno o non hanno fatto, con un’inevitabile tendenza ad autogiustificarsi in ciascun caso.

Oggi, a distanza di dieci anni, i tre hanno realizzato insieme quella che potrebbe definirsi la versione 2.1 del resoconto di quella vicenda. Al prezzo di molti meno alberi, Firefighting: The Financial Crisis and Its Lessons sintetizza brevemente le loro conclusioni odierne. 

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