Il valore dell’acqua

SINGAPORE/ATLANTA – All’inizio del diciannovesimo secolo, Lord Byron scrisse nel Don Giovanni che “Poco avvezzi alla sua privazione, gli uomini non sanno di qual prezzo sia un po’ d’acqua dolce”. Quasi 200 anni dopo, l’umanità non sembra aver ancora appreso il valore dell’acqua, esemplificato in decenni di scarsa gestione idrica praticamente ovunque. Ma ora nessuno può ignorare l’imminente crisi idrica – soprattutto chi ne sta già assaporando gli effetti.

Alcuni miglioramenti nella gestione idrica sono stati fatti negli ultimi anni. Ma sono stati raggiunti per gradi, a un passo troppo lento per affrontare il problema in modo efficace.

Per partire con il piede giusto, le grandi multinazionali come Nestlé, Coca-Cola, SABMiller e Unilever – che hanno a lungo rimarcato agli investitori la sfida posta dalla scarsità idrica per le loro attività, per non menzionare le comunità in cui operano – stanno lavorando per migliorare la reperibilità, la qualità e la sostenibilità dell’acqua. Il loro successo richiederà una strategia innovativa che ribalta le attuali ipotesi – e gli approcci – sui problemi dell’acqua.

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