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Una giusta udienza per il debito sovrano

NEW YORK – Lo scorso luglio, quando il giudice federale degli Stati Uniti Thomas Griesa ha deliberato che l’Argentina doveva ripagare completamente i cosiddetti fondi avvoltoio che avevano comprato il suo debito sovrano a prezzi bassissimi, il Paese è stato costretto al default, o meglio al “Griesafault”. La decisione ha avuto ripercussioni in lungo e in largo, interessando obbligazioni emesse in diverse giurisdizioni e mostrando come la corte statunitense ha influenzato i contratti stipulati in altri Paesi.

Da allora, avvocati e economisti hanno provato a sbrogliare le complicate conseguenze della decisione di Griesa. L’autorità delle corti statunitensi si estende davvero al di fuori dei confini americani?

Ora, una corte del Regno Unito ha finalmente chiarito la questione, deliberando che il pagamento degli interessi dell’Argentina sui bond emessi secondo la legge del Regno Unito è soggetto alla normativa britannica, non a quella statunitense. La decisione – una sospensione positiva a una serie di decisioni da parte dei giudici americani che non sembrano cogliere la complessità dei mercati finanziari globali – lancia alcuni messaggi importanti.

Prima di tutto, il fatto che le negoziazioni sul debito argentino siano state ostacolate da una corte americana – che è stata poi contraddetta da una corte britannica – ci ricorda che le soluzioni “di mercato” per risolvere la crisi del debito sovrano hanno elevate possibilità di creare caos. Prima del Griesafault, spesso si è ritenuto erroneamente che le soluzioni ai problemi del pagamento del debito sovrano potevano essere raggiunte tramite delle negoziazioni decentralizzate, senza un quadro normativo efficiente. Anche dopo, la comunità finanziaria e il Fondo Monetario Internazionale speravano di stabilire un po’ di ordine nei mercati dei bond sovrani semplicemente modificando i contratti, in particolare i termini delle cosiddette clausole di azione collettiva (che vincolano tutti i creditori a una proposta di ristrutturazione approvata da una super maggioranza).