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Le elezioni americane e l’economia globale

STANFORD – Con l’avvicinarsi delle elezioni americane ed il Presidente Barack Obama leggermente in vantaggio rispetto al suo avversario repubblicano, l’ex governatore del Massachusetts Mitt Romney, i sondaggisti continuano a considerare aperta la corsa alla presidenza e al controllo del Senato, mentre la Camera dei Rappresentanti continuerà, molto probabilmente, a rimanere nelle mani dei repubblicani. Le differenze tra i due candidati sono notevoli e senza dubbio cariche di conseguenze per la politica economica americana e l’economia globale, anche se l’implementazione dei programmi dipenderà in ogni caso dalla composizione del Congresso.

Le principali differenze tra i due candidati possono essere riassunte come segue:

Spesa. Obama ha aumentato in modo significativo la spesa. Senza dubbio porterebbe avanti i suoi programmi temporanei (come ha osservato una volta Milton Friedman, “Non c’è niente di più permanente di un programma governativo temporaneo”); raddoppierebbe gli sforzi per fare in modo che sia il governo a scegliere i vincitori e i vinti nel campo dell’energia verde, aumenterebbe la spesa su istruzione e infrastrutture e ridurrebbe invece sostanzialmente la spesa per la difesa.

Romney, per contro, è a favore di una riduzione della spesa federale complessiva dall’attuale 24% del PIL al 20%, mantenendo la spesa della difesa al 4%. Inoltre, a suo avviso devono essere i mercati privati, e non il governo, a scegliere le aziende e le tecnologie vincenti.