ed478a0246f86f180aba1206_pa2049c.jpg Paul Lachine

Un appello per i mercati emergenti

ITACA – Ora che siamo nel 2012, è utile riflettere su come un decennio di forte crescita economica nei mercati emergenti ha portato agli eclatanti cambiamenti politici dell’anno scorso. A partire dai drammatici eventi del Medio Oriente per arrivare all’ondata crescente di sostegno all’attivista politico indiano Anna Hazare, membro del movimento anti-corruzione, i leader dei mercati emergenti stanno ricevendo un forte segnale dalle strade, ovvero che la crescita non è tutto e se decidono di ignorarlo è a loro rischio e pericolo.

Le economie dei mercati emergenti hanno mantenuto una forte crescita negli anni successivi al 2000 e sono persino riusciti a superare la crisi finanziaria globale senza subire un crollo. Ma lo spettro di una corruzione in aumento sta compromettendo la legittimità dei loro profitti economici ed intaccando il sostegno a nuove riforme necessarie a mantenere lo slancio della crescita.

La corruzione assume varie forme, ma nei mercati emergenti una combinazione di fattori l’ha trasformata in un cancro che arriva a far vacillare i regimi. Un basso livello di corruzione costante è un elemento fortemente irritante per i poveri in molti di questi paesi, poiché limita il loro accesso ai servizi sociali e le funzioni governative basilari dalle quali spesso dipende la loro sopravvivenza.

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