Cosa è andato storto nel 2008?

BERKELEY – Per risolvere un problema, non basta sapere cosa fare. Bisogna mettere in pratica la soluzione, ed essere disposti a cambiare corso se risulta che in realtà non si era a conoscenza di quanto si pensava. Questo è il messaggio di due libri recenti che dicono tutto quello che serve sapere sulla crisi finanziaria del 2008, cosa l’ha provocata, cosa si può fare per evitare che ricapiti e perchè non è ancora stato fatto ciò che è necessario affinché non si verifichi di nuovo.

Il primo libro è The Shifts and the Shocks(Gli spostamenti e gli shock, ndt) scritto dal giornalista britannico conservatore Martin Wolf che apre il libro catalogando i principali spostamenti che hanno creato le condizioni per il disastro economico che continua a delineare il mondo di oggi. Il suo punto di partenza è l’aumento vertiginoso della ricchezza tra le mani dello 0,1 e lo 0,01% dei più ricchi al mondo e la conseguente pressione sui cittadini, i governi e le aziende a farsi carico di livelli insostenibili di debito.

Nel frattempo, i policymaker si sono lasciati confondere dall’appoggio diffuso alle teorie economiche come “l’ipotesi dell’efficienza dei mercati” secondo cui gli investitori agiscono razionalmente e utilizzano tutte le informazioni disponibili per prendere le loro decisioni. Il risultato è stato invece che i mercati si sono deregolamentati rendendo più facile la negoziazione delle attività finanziarie percepite come sicure quando invece non lo erano. Di conseguenza, il rischio sistemico è aumentato ben oltre la più fervida immaginazione dei banchieri centrali.

We hope you're enjoying Project Syndicate.

To continue reading, subscribe now.

Subscribe

or

Register for FREE to access two premium articles per month.

Register

https://prosyn.org/PaTqcqKit