Thursday, October 23, 2014
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La Banca Mondiale di Chi?

NEW YORK – La candidatura di Jim Yong Kim alla presidenza della Banca Mondiale da parte del presidente americano Barack Obama é stata ben accolta – e a ragione, in particolare visti alcuni degli altri nomi di candidati in circolazione. Con Kim, professore di sanitá pubblica attualmente presidente dell’Universitá di Dartmouth, che ha diretto in passato il dipartimento responsabile di HIV/AIDS dell’Organizzazione Mondiale della Sanitá, gli Stati Uniti hanno proposto un buon candidato. Eppure la nazionalitá del candidato, ed il Paese che lo promuove – sia esso piccolo e povero o grande e ricco – non dovrebbero giocare alcun ruolo nel determinare chi ottiene l'incarico.

Gli 11 direttori esecutivi della Banca Mondiale provenienti da paesi emergenti e in via di sviluppo hanno avanzato altre due eccellenti candidature, quella di Ngozi Okonjo-Iweala della Nigeria e quella di Jose Antonio Ocampo della Colombia. Ho lavorato a stretto contatto con entrambi. Tutti e due sono di prima categoria, hanno servito come ministri con portafogli molteplici, hanno ottenuto risultati ammirevoli in posizioni di vertice in organizzazioni multilaterali, e posseggono le capacitá diplomatiche e la competenza professionale per svolgere un ottimo lavoro. Capiscono la finanza e l’economia, il pane quotidiano alla Banca Mondiale, e posseggono una rete di conoscenze per poter promuovere l’efficacia dell’azione della Banca.

Okonjo-Iweala apporta la conoscenza interna dell’istituto. Ocampo, come Kim, porta i vantaggi e gli svantaggi di essere un outsider; ma Ocampo, illustre professore alla Columbia University, ha una profonda familiaritá con la Banca Mondiale. In passato ha servito non solo come Ministro dell’economia e delle finanze, ma anche dell’agricoltura – una qualifica cruciale, dato che la grande maggioranza dei poveri nei paesi in via di sviluppo dipende da attivitá agricole. Possiede inoltre notevoli credenziali in campo ambientale, affrontando un'altra delle preoccupazioni centrali della Banca.

Sia Okonjo-Iweala che Ocampo comprendono il ruolo delle istituzioni finanziarie internazionali nel fornire beni pubblici globali. Nel corso delle loro carriere, i loro cuori e le loro menti sono stati rivolti al tema dello sviluppo, e al compimento della missione della Banca Mondiale di eradicare la povertá. Hanno posto in alto l’asticella per qualunque candidato americano.

C’é molto in gioco. Quasi due miliardi di persone permangono in povertá nel mondo in via di sviluppo e, sebbene la Banca Mondiale non possa risolvere il problema da sola, essa gioca un ruolo di punta. Nonostante il nome, la Banca é primariamente un’istituzione internazionale per lo sviluppo. La sanitá pubblica, specialitá di Kim, é cruciale, e la Banca da lungo tempo promuove iniziative innovative in questo campo. Ma la sanitá é solo una piccola parte del “portafoglio” della Banca, che tipicamente lavora in quest’ambito con altri partner, i quali forniscono le competenze mediche.

Voci di corridoio suggeriscono che gli Sati Uniti siano propensi ad insistere nel manenere quel perverso processo di selezione secondo il quale spetta a loro indicare il presidente della Banca Mondiale, semplicemente perché, in quest’anno di elezioni presidenziali, gli oppositori di Obama inveirebbero contro la perdita del controllo sulla nomina quale segno di debolezza. Ed é piú importante per gli Stati Uniti mantenere il controllo che per i paesi emergenti ed in via di sviluppo di ottenerlo.

Per la veritá, i più potenti tra i mercati emergenti sanno come vivere nel sistema attuale, e potrebbero usarlo al loro vantaggio. Essi potranno, in effetti, ottenere una “cambiale”, da incassare per ottenere qualcosa di più imporante. La Realpolitik del momento rende uno scontro sulla presidenza poco probabile; l’America potrá effettivamente averla vinta. Ma a quale prezzo?

Se l’America dovesse insistere nel voler controllare il processo di selezione, sarebbe la Banca stessa a patirne. Per anni, l’efficacia della Banca é stata compromessa perché veniva vista, in parte, come strumento nelle mani dei governi Occidentali e dei settori finanziari e industriali dei loro paesi. Ironicamente, persino gli interessi a lungo termine americani sarebbero meglio serviti da un impegno solenne – non solo a parole ma anche nei fatti – per un sistema di governance efficiente basato sul merito.

Un supposto risultato ottenuto dal G-20 è stato l'accordo per riformare la governance delle istituzioni finanziarie internazionali – e soprattutto, come i suoi leader vengono selezionati. Considerato che l'esperienza nell'ambito dello sviluppo si trova principalmente nei paesi emergenti ed in via di sviluppo – dopotutto, sono loro chelo vivono – appare naturale che il capo della Banca Mondiale provenga da uno di questi paesi. Mantenere un patto non scritto tra i paesi sviluppati, secondo il quale spetta agli Stati Uniti nominare il presidente della Banca Mondiale mentre tocca all'Europa scegliere il capo del Fondo Monetario Internazionale, appare alquanto anacronistico e sconcertante al giorno d'oggi, laddove la Banca e il Fondo si rivolgono sempre più ai paesi dei mercati emergenti come fonte di finanziamenti.

Mentre gli Stati Uniti, la comunità internazionale e la Banca stessa sottolineano continuamente l'importanza di una buona governance, una prodecura di selezione che de facto lascia il diritto di nomina al presidente americano non è altro che una presa in giro.

Okonjo-Iweala ha posto con forza il problema in un'intervista al Financial Times: ciò che è in gioco è una questione di ipocrisia. L'integrità dei paesi industrializzati più avanzati, che possiedono la maggioranza dei voti alla Banca Mondiale, è messa alla prova.

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  1. CommentedJonathan Lam

    Gamesmith94134: Whose World Bank?

    French Finance Minister Francois Baroin, have gone even further, claiming that Europe “has done its part,” and that it is now up to other countries to do theirs.

    What would Mr. Baroin expected in the outcome of the stronger Euro at 1.3 to a dollar? Since it sounds relevant to the strength of its Euros, it is the first haircut to foreigners’ currencies under the 1% bank loan credits. Does your investment lose itself through the processes of fiat Euros? Perhaps, Mr. Baroin knew the stock is coming to an adjustment, then, the other countries should dump the Stock and buy their bonds and compress 50—75% off their investment since ECB and IMF from getting their 2 trillion equity or credits for salvage the EU debts.
    Some are disgust at the déjà vu again, it is not even July; but some may reminiscent of “October” as EFSF failed to aggregate a targeted capacity again. Just after the sale in Spain’s debt failed its target sum, and Greece future is bleak, so is the PIIGS. The ECB also said the interest rate on its deposit facility would remain at 0.25 percent, and the rate on the marginal lending facility would stay at 1.75 percent. The market reacted in the credit crunch that the Dow Jones in sliding off 13000 after China stocks cut 3% to apply in its financial lookouts.

    There is a crack in the dollar at 76 to 79 the jump in Dow Jones by 20% after the 9600. Swiss banks are forced to purchase its bonds because their overloads of Euros currency that included debts and credits, some said of CDS tradeoff. I do not blame them if I saw yahoo cut 2000 employments, Best buy closed 1500 stores, Sears closed 150 stores that many may see as correction to globalization, but certainly not a recommended formula for employment. In addition, the Brazil is not bending on the inflow of US to more acquisition and merger, and BRICS is raising its criticism on the equitable currency exchange under the throw weight system of IMF. It is plainly disadvantage to their floating rate currency and high inflation with higher interest rate; when EU and FED margin its free flow of credits at 1-1.75% at high 1.3 to a dollar. It is questionable on free trade issue and equitable trade principle.

    In the last days on the Greek debts interest rate jumped and Spain’s debt came short in sale. More and more investors are questioning on the downturn on the Stock markets that I believe the credit crunch resurface in the EU banks which suffered from the contraction of the China’s growth at 7.5% from 9%, and overshadowed by its trade deficit from January; in addition, the currencies exchanges rates are shifting their compatibilities after the effects of protectionism and inflation roaming.

    Consequently, dumping of Euros is inevitable even if those debts are traded. However, the extended additional debts make the system worse than before the Bael II with lesser growth.

    Some would question if EU and US could have their 54% votes to the World Bank in choosing its chief; and US President Barack Obama’s nomination of Jim Yong Kim for the presidency of the World Bank has been well received if he intended to keep the World Bank at bay as the welfare system for the poor and desperate. But, the emerging market nations are supporting more of the World Bank, they are eager to gain controls of the financial reforms through the World Bank and the Development Banks; if only the developed nations can stop continuing aiding the poor with lesser tools to revive. Then, the future financial reforms must depend on the EU nations’ vote to overturn the coming depression with an open mind that Okonjo-Iweala brings an insider’s knowledge of the institution of strategy and execution.

    BRICS demanded the recalculation of the current currency exchange rate, and ASEAN have already developing its own mutual agreement in its 13 currencies to a standardize exchange. Somehow, IMF should find it way to correct its system to compensate when imbalance occurs as fixed rate and floating rate meets. How does its system compensate when 1.75% and 7% interest rate is being exchanged? Otherwise, the wall of protectionism is not going away.

    I see more of significant equitable value changes in US and EU even in Germany after more inflation hit and lesser growth in a downward trend after June if the assumed haircut is not reversing the debt and GDP. What else can the developing nations do if their accomplishment is not apt to those are floating with a weight fixed to their central banks? It may not be contagion but sinking to the bottom in depression to a new start is not other countries have in their mind.

    Mr. Mohamed A. El-Erian gave the best descriptions on Europe’s decision last week to bolster its internal financial firewalls, these steps are, the recent tranquility has been more borrowed than earned.

    May the Buddha bless you?

  2. CommentedKir Komrik

    Thank you for the great article.

    USG should do two things in tandem:
    1.) do whatever it can to retain as much control as it can over the World Bank (and thus continue to control the WB Presidency)
    2.) use its overwhelming global influence to promote global constitutionalism; specifically, General Federalism which you can read about at kirkomrik.wordpress.com

    - kk

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