Tuesday, September 2, 2014
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Misurare la speranza

SEATTLE – La vita delle persone più povere del mondo è migliorata rapidamente negli ultimi 15 anni come mai prima, eppure da ottimista penso che faremo ancora meglio nei prossimi 15 anni. Dopo tutto, la conoscenza umana aumenta. Possiamo vederlo concretamente nello sviluppo e nella diminuzione dei costi di nuovi medicinali come i farmaci anti-Hiv, e nella creazione di nuove sementi che consentono agli agricoltori poveri di essere più produttivi. Una volta inventati, tali strumenti non possono scomparire, possono solo migliorare.

Gli scettici affermano che stiamo attraversando un periodo difficile nella fornitura di nuovi strumenti alle persone che ne hanno bisogno. È qui che l’innovazione nella misura di performance governative e filantropiche fa una grande differenza. Questo processo – che implica fissare obiettivi chiari, scegliere il giusto approccio e poi misurare i risultati per avere un feedback e perfezionare costantemente l’approccio – ci  aiuta a fornire gli strumenti e i servizi a chiunque ne possa beneficiare.

L’innovazione tesa a ridurre l’impasse nella fornitura di questi strumenti è cruciale. Dopo la strada del motore a vapore percorsa tempo fa, il progresso non è “destinato ad essere raro e certo”. Possiamo, di fatto, renderlo un fatto normale.

Sebbene io sia un ottimista, non sono cieco di fronte ai problemi che dobbiamo affrontare, o alle sfide che dobbiamo superare per accelerare il progresso nei prossimi 15 anni. I due punti che più mi preoccupano sono la possibilità di non essere in grado di reperire i fondi necessari per pagare i progetti legati alla sanità e allo sviluppo, e di non riuscire ad allinearsi in merito agli obiettivi chiari volti ad aiutare i più poveri.

La buona notizia è che numerosi Paesi in via di sviluppo hanno economie in crescita che consentono loro di devolvere maggiori risorse per aiutare le popolazioni più povere. L’India, ad esempio, dipende sempre meno dagli aiuti e alla fine non ne avrà più bisogno.

Alcuni Paesi, come il Regno Unito, la Norvegia, la Svezia, la Corea del Sud e l’Australia, stanno aumentando i propri budget per gli aiuti esteri; altri, come i Paesi tradizionalmente generosi quali Giappone e Paesi Bassi, li hanno ridotti. La direzione di numerosi Paesi, tra cui Stati Uniti, Francia, Germania e Canada, è poco chiara.

Eppure, gli aiuti sono di vitale importanza. Aiutano le popolazioni nei Paesi più poveri a soddisfare le necessità di base. Consolidano l’innovazione nella creazione di nuovi strumenti e servizi e nella relativa fornitura. Sfortunatamente, i budget per gli aiuti sono minacciati dalla debolezza fiscale presente in quasi tutti i Paesi avanzati. Se gli elettori non sentiranno parlare dell’impatto positivo della loro generosità, si focalizzeranno inevitabilmente su temi a loro più vicini.

Una singola storia, vera o no, di una piccola quantità di aiuti impropriamente utilizzata può spesso offuscare tutto il lavoro. Immaginatevi come potreste sentirvi ad investire se ogni articolo che leggete parlasse solo di titoli che rendono poco, senza citare i grandi successi.

Storicamente, gli aiuti venivano in gran parte discussi in termini di quantità totale di denaro investito. Ma ora che misuriamo in modo più preciso indicatori come la mortalità infantile, le persone sono in grado di vedere l’impatto reale degli aiuti – è la differenza tra concedere alla popolazione l’accesso al trattamento Hiv e lasciarli morire. Se la mettiamo in questi termini gli aiuti hanno una maggiore chance di diventare una priorità.

Ma il mondo riuscirà a fornire obiettivi chiari nei prossimi 15 anni? Le Nazioni Unite stanno iniziando a elaborare nuovi obiettivi per gli anni successivi alla scadenza, prevista nel 2015, degli attuali Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Anche i prossimi obiettivi potrebbero contribuire a far lavorare bene i vari gruppi, a ricordare agli elettori cosa sostiene la loro generosità e consentirci di vedere se stiamo facendo dei passi avanti nella fornitura di soluzioni ai poveri.

Il successo degli Obiettivi del Millennio implica che è alto l’interesse ad ampliarli per includere altre questioni importanti. Ma molti dei nuovi potenziali obiettivi non trovano un supporto unanime, e aggiungere un gran numero di nuovi obiettivi – o obiettivi che non sono facilmente misurabili – potrebbe insidiare lo slancio iniziale.

Gli Obiettivi del Millennio erano coerenti perché focalizzati sulla necessità di aiutare le popolazioni più povere del mondo. I gruppi che dovevano collaborare per raggiungerli erano semplici da identificare, e potevano rendere conto della cooperazione e dei passi avanti. Quando l’Onu raggiunge un accordo su altri obiettivi importanti come la riduzione dei cambiamenti climatici, dovrebbe considerare la possibilità di concentrare tali azioni nelle mani di attori diversi e prevedere un processo differente.

I progressi compiuti dal mondo per aiutare i poveri negli ultimi 15 anni sono un evento positivo che accade una volta nella vita, quindi non ha spesso la stessa visibilità di una grande battuta d’arresto, come l’esplosione di una nuova epidemia. Di tanto in tanto dovremmo fare un passo indietro e celebrare i progressi fatti avendo gli obiettivi giusti, la necessaria volontà politica, gli aiuti generosi e l’innovazione degli strumenti e la loro fornitura. Fare ciò ha certamente intensificato il mio impegno a tale scopo.

Traduzione di Simona Polverino

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  1. Commentedgeorge sos

    the setback is the epidemic?...right.....blind to the facts .If the 1% wanted to stop poverty on earth ,all they had to do is redistribute wealth ,equally with all.But with the excuse that people are not ready to manage their lives,you will endlesly earn,on the account of the poor.stealing resources,"buying" ,investing in water reserves,or minerals,is the way to go people!!mine the earth till you get rid of all the dirt...then ,start living your lives on a planet that is no more a planet .....what are we talking about?hope for 15 years down the line ,when people around the world will be already dead from hunfer?already dead from war ts that the US and other big powers cause in order to steal some more resources ,and secure them.....or just to sell some more weapons,to fight unemployment back home.....
    spare us the philosip[hical conquest...you are rich,you want to keep what you got and you dont give a shit about the poor.Lets play now charity....

  2. CommentedKathy Holland

    All we have done is shift the poor from one country to another. Innovation and measurement of the opportunities that lift greater numbers of lives up will lead to prosperity. Democratizing the tax code, charitable giving, etc. so there is greater economic participation with the intent to correct, adjust the laws in support of enterprise and each nation's citizenry. All inclusive information data needs to be massaged to answer the critical questions no one appears to be willing to ask.....well I am willing.

  3. CommentedFemi Awoyinfa

    Certainly some remarkable progress has been made in the last fifteen years, especially in relation to the world's poor across some indicators. The next fifteen years are critical and success will rely heavily on the crafting of new MDG goals and political will both in the north and south as Gates has suggested.

  4. CommentedLeo Arouet

    Es muy difícil mantener esa esperanza cuando se coloca en una balanza la realidad de la voluntad política y el deteriorio acuciante de la situación de los más desfavorecidos...

  5. Commentedsk khalid ali

    good article overall..vission is clear to help poor worldwide..i think the axis of all evil usa-israil & their role in conspiracy in world politics should be check by un to calm world..& will help people to do their work normally...people will live peacefully..economy will bounce back

  6. CommentedEdward Ponderer

    These are beautiful sentiments, only Murphy's law tends to outrank such beautiful sentiments. For example, see here on the problems with Mr. Gates push for an end to Polio:

    http://www.nytimes.com/2011/02/01/health/01polio.html?ref=world&_r=0

    It is going to take a lot more than the teamwork smarts of individuals to take on Murphy. Its going to take a singular global Humanity, with mutual concern and responsibility matching the economic and cultural interdependence rapidly evolving from globalization.

    Try completely getting rid of the dandelions on your front lawn without the concern of everyone to protect their neighbors front lawn with equal ferocity.

  7. CommentedGodfrey Barborous

    This "goal-oriented" approach only serves the interests of corporations and governments.

    Give it up Gates -- and I don't mean all your money.

  8. CommentedFrank O'Callaghan

    Gates is right that we can make a better world. He is also right that innovation is a major motor of this. He does not mention the great issue of inequality. Reducing that will be the other great motor.

  9. CommentedZsolt Hermann

    Even if we share Mr. Gates's optimism based on the present, the future does not look so optimistic.
    The global crisis, the disappearing middle class, growing unemployment is creating a new generation of "poor" people, and youth without future prospects.
    The main problem is humanity's stubborn persistence of pushing on with a socio-economic system that is unsustainable.
    Very soon even today's generous donors will stop giving as they will have nothing to give from.
    Gazing optimistically beyond the horizon without knowing where we stand, and who we are only yields disappointment.
    Instead we should be looking down the ground, ahead of our feet and try to build a new, natural and thus sustainable global human system, adapted to today's global, interconnected world, one in which mutual responsibility, truly global cooperation and consideration will make today's charity projects obsolete.

  10. CommentedJ St. Clair

    trade is monetary...life's journey require money....of which is not that easy to obtain...therefore.....the "advantages" of life are questionable...

  11. CommentedJ St. Clair

    when framed this way....we can frame it this way too.....the market of making drugs..needs a market of takers of drugs....what would a market of making drugs do...without a market of takers of drugs......who is the greater of benefitors...is it about life...or is it about trade...

  12. CommentedAyse Tezcan

    I, too, am an optimist that things are moving in the right direction. Thanks to information dissemination, people in the developed world have an access to information about where their aid monies go. Consequently, the recipients are being required to be more accountable, which may eventually help reducing corruption in the recipient countries and mediator organizations.
    I also believe that advancements in technologies such use of smart phones in delivering health care will expedite reaching these MDGs sooner than expected as well as measuring the process and outcomes more accurately than ever before. The important challenge is now identify the communities' assets to remedy these needs for sustainable progress and prioritizing the delivery for optimum impact. On the process end, I am still cautiously watching the great fraction in social enterprise whether this many small organizations has any utility, or they are redundant and/or impede progress.

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