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Il grande miraggio americano

NEW HAVEN – Nel settembre del 1998, nel pieno della crisi finanziaria asiatica, Alan Greenspan, allora presidente della Federal Reserve, lanciò un messaggio chiaro e semplice affermando che gli Stati Uniti non erano un oasi di prosperità in un mondo altrimenti in difficoltà. Il pensiero di Greenspan è molto più vero oggi di quanto non lo fosse allora.

E’ vero che la traiettoria dell’economia statunitense negli ultimi tre anni è stata caratterizzata da una ripresa debole, ma si tratta pur sempre di una ripresa, a quanto sostengono in molti, e quindi di una fonte di capacità di recupero in un mondo sviluppato che si trova, in caso contrario, in seria difficoltà. Al contrario della Grande Recessione del 2008-2009, oggi si spera di gran lunga che l’America abbia la capacità di mantenere la rotta e di sostenere il resto del mondo nel bel mezzo della crisi dell’euro.