Wednesday, July 30, 2014
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L’ Umanità Sostenibile

ADDIS ABEBA – Sviluppo sostenibile significa raggiungere una crescita economica largamente condivisa ed attenta alla salvaguardia delle risorse vitali della terra. La nostra attuale economia globale, tuttavia, non è sostenibile, con più di un  miliardo di persone dimenticate dal progresso economico e con l’ambiente che patisce danni terribili da parte delle attività umane. Lo sviluppo sostenibile richiede la mobilitazione di nuove tecnologie che siano guidate da valori sociali condivisi.

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha giustamente dichiarato che lo sviluppo sostenibile si trova in cima all’agenda mondiale. Siamo entrati in un periodo pericoloso nel quale una popolazione enorme ed in crescita, insieme ad un rapida crescita economica, oggi minaccia di avere un impatto catastrofico sul clima della terra, la biodiversità, la disponibilità di acqua corrente. Gli scienziati chiamano questo nuovo periodo Antropocene – nel quale gli esseri umani sono diventati la causa principale dei cambiamenti fisici e biologici della terra.

Il Comitato per la Sostenibilità Globale (GSP – Global Sustainability Panel) del Segretario Generale ha emesso un nuovo rapporto ( new report) che fornisce alcune linee-quadro per lo sviluppo sostenibile. Il GSP nota giustamente che lo sviluppo sostenibile si fonda su tre pilastri: porre fine alla povertà estrema; assicurare che la prosperità sia condivisa da tutti, compresi le donne, i giovani, e le minoranze; proteggere l’ambiente naturale. Questi possono essere definiti come il pilastro economico, sociale ed ambientale dello sviluppo sostenibile, o, più semplicemente “le tre fondamenta” dello sviluppo sostenibile.

Il GSP ha invitato i leader mondiali ad adottare una nuova serie di obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals – SDGs), che serviranno ad elaborare politiche globali e le azioni successive alla data di riferimento del 2015 per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Millennium Development Goals -MDGs). Mentre gli obiettivi MDGs si concentrano sulla riduzione della povertà estrema, gli obiettivi SDGs saranno centrati su tutti e tre i pilastri dello sviluppo sostenibile: porre fine alla povertà estrema, condividere i benefici dello sviluppo economico tra tutte le componenti della società, e proteggere la terra.

Naturalmente, una cosa è impostare gli obiettivi di sviluppo sostenibile tutt’altra è raggiungerli. Si può vedere il problema guardando ad una sfida cruciale: il cambiamento climatico. Oggi, ci sono sette miliardi di persone sul pianeta, ed ognuna, in media, è responsabile ogni anno per il rilascio nell’atmosfera di poco più di quattro tonnellate di biossido di carbonio. Questa CO2  viene emessa quando bruciamo carbone, petrolio, e gas per la produzione di elettricità, la guida delle nostre auto, o il riscaldamento delle nostre case. In tutto, gli esseri umani emettono circa 30 miliardi di tonnellate di CO2 all’anno, quanto basta per cambiare nettamente il clima entro pochi decenni.

Entro il 2050, ci saranno molto probabilmente più di nove miliardi di persone. Se queste persone saranno più ricche di quelle attuali (e cioè in grado di usare più energia per persona), il totale delle emissioni a livello mondiale potrebbe raddoppiare o addirittura triplicare. Questo è il grande dilemma: abbiamo bisogno di emettere meno CO2, ma siamo su una strada che porta globalmente verso emissioni molto maggiori.

Dovremmo preoccuparci di tale scenario, perché se si prosegue sul percorso dell’aumento delle emissioni globali è quasi certo che questo sarà causa di caos e sofferenze per miliardi di persone poiché saranno colpite da un diluvio di siccità, ondate di calore, uragani e altro ancora. Abbiamo già sperimentato l’insorgenza di tali condizioni miserevoli negli ultimi anni, con una gran quantità di devastanti carestie, inondazioni e altri disastri legati al clima.

Quindi come può la gente di tutto il mondo –soprattutto la gente povera- beneficiare di una maggiore quantità di elettricità ed avere più accesso a mezzi di trasporto moderni, in modo, però, da salvaguardare il pianeta piuttosto che distruggerlo? La verità è che non siamo in grado di farlo – a meno di non migliorare notevolmente le tecnologie che usiamo.

Abbiamo bisogno di utilizzare l’energia molto più saggiamente nel periodo di passaggio da combustibili fossili a fonti energetiche a basso consumo di carbonio. Tali decisivi miglioramenti sono certamente possibili ed economicamente realistici.

Si consideri l’inefficienza energetica di un’ automobile, per esempio. Al momento, muoviamo circa da 1000  a 2000 chilogrammi di macchinari per trasportare una sola o poche persone, ognuna del peso di circa 75  kg (165  lbs). E lo facciamo utilizzando proprio un motore a combustione interna che utilizza solo una piccola parte dell’energia liberata dalla combustione della benzina. La maggior parte dell’energia viene persa come calore di scarto.

Si potrebbe quindi ottenere una riduzione enorme delle emissioni di CO2 attraverso la conversione in veicoli piccoli e leggeri, alimentati a batteria, da far funzionare con motori elettrici ad alta efficienza e caricati da una fonte energetica a basso consumo di carbonio come quella solare. Ancora meglio, il passaggio a dei veicoli elettrici ci permetterebbe di utilizzare tecnologie informatiche innovative per renderli intelligenti – abbastanza intelligenti anche per guidarsi da soli utilizzando avanzati sistemi di elaborazione dati e di posizionamento.

I vantaggi delle tecnologie informatiche e della comunicazione si possono riscontrare in ogni campo delle attività umane: una migliore agricoltura con l’uso del GPS (Global Positioning  System – Sistema di Posizionamento Globale) ed il micro dosaggio dei fertilizzanti; produzione di precisione; edifici che sanno come risparmiare energia; e naturalmente, l’innovativa potenza di Internet capace di cancellare le distanze. Il cellulare a banda larga è già in grado di connettere anche i paesi più distanti delle zone rurali dell’Africa e dell’India, riducendo così in modo significativo le necessità di viaggio.

I servizi bancari sono ormai effettuati per telefono, e così pure crescenti aspetti della diagnostica medica. Libri elettronici vengono trasmessi direttamente su dispositivi elettronici, senza bisogno di librerie, viaggi e l’ingombro e la carta dei libri fisici. Anche l’istruzione è sempre più on line, e presto consentirà agli studenti di ricevere ovunque un’istruzione di prim’ordine quasi azzerando i costi marginali.

Eppure, dal punto in cui siamo raggiungere lo sviluppo sostenibile non sarà solo una questione di tecnologia. Ma sarà anche questione di incentivi di mercato, norme governative, e sostegno pubblico alla ricerca e allo sviluppo. Ma, fondamentale ancor più delle politiche e della governance sarà la sfida dei valori. Dobbiamo capire che il nostro è un destino condiviso, ed abbracciare lo sviluppo sostenibile come impegno comune verso un’esistenza dignitosa per tutti gli esseri umani, oggi e in futuro.

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  1. CommentedKen Peterson

    After reconsidering my statement of a couple of weeks ago, I've embarrassed myself. If I complain about a lack of vision, I should give an example. OK...

    As we look with foreboding at the inevitable leadership of the Chinese economy, still we favorably compare patents, innovation, entrepreneurship as well as Chinese-American point guards. Possibly it's time for us to use our ingenuity, skip a step and move on to the latter 21st Century.

    We know what we're facing: 2.8% economic growth -25 year doubling- over 300 years is 4000%+-. Economic growth seems to be tied to a growth in consumption of energy. Agricultural growth is tied to non-renewable petroleum products and water. Many of our most fundamental economic components -housing, for instance- are tied to other non-renewables on a small planet; space.

    One thing that we will inevitably do is move our economy from industries tied to consumption of non-renewables, to recyclables. Products will be designed to be remelted and pumped out in the newer fashion. Some products made for a lifetime's use- cradle to grave wedding gifts.
    Services rather than products: education, entertainment, information. Smith, Marx, and Keynes all looked to the time we had a sufficiency of 'stuff', and eliminated poverty by passing the 'stuff' around. Then, we could all work 30 hour weeks. Possibly spend the rest of our time writing poetry or engaged in orgy's. Sad to say, I'll probably opt for poetry.

    We know it's coming- the end of consumption. Any 6th grader can do the math. If we get ahead of it, this silly leadership thing can be resolved.

  2. CommentedSandee Roberts

    I totally agree that we all need to understand our shared fate and I am commitment to decency for all human beings.

    The world situation is changing rapidly, and I think we are in need of an integral method of educating humanity so everyone will be prepared for the many changes coming our way.

    Unemployment is on the rise, and hundreds of millions of people who will lose work because the crisis will destroy all the industries that are not vitally important. What will the people do who produced what no one needs any longer? http://www.shadowstats.com/

    We are also seeing that protest movements are growing due to the Internet, with all our mutual communications and influence on each other. All humanity, from the ordinary citizens to their governments, is interested in bringing this process under their control and preventing its development. All our modern weapons plus the unpredictable future events can lead us to such disastrous results.

    In order for us to prevent all kinds of disasters, civil or even world wars, we need to think in advance about global, integral upbringing of the majority of the population.

  3. CommentedSandee Roberts

    Thank you for this article.

    I believe that it is impossible to achieve any sustainable development between peoples without mutual responsibility.


    There are many various methods and plans, but they are totally incapable of being compared to each other. No one has the answer to this question because it is impossible to achieve any solution between peoples without first seeing everyone as one family.

    I think a sustainable development would look something like a round table where everyone, like a family, discuss common problems and you would feel that everyone is equally close to you. Only then could we begin to distribute our common pie and solve the problems between us, only together with each of us and consulting each other and taking all our opinions into consideration. Are we really ready for this? Probably not! But we see that we are all being pushed in this direction. We are discovering that there is no other way to find the answers, because the real issue lies between our relationships with each other.

    How can we achieve equality between us? How can we balance these two parts of humanity? The poor, do you not want the rich? The rich, do you see that you can no longer control anything? But you, the rich enjoy managing and gaining much pleasure from the money in your bank account, but now you are in suffering because there are less zeroes there. The continually increasing gains approach is not benefiting society as a whole, so the question I have for you is can society give something else instead of money? Is money the only thing that satisfies all of humanity in today's world?

      CommentedSandee Roberts

      I have read the "new report" and greatly appreciate it's approach! Thank you.

  4. CommentedMary Kay Plantes

    As an economist, I am familiar with the arguments for specialization and trade. But, as I look at how the world is evolving, I wonder if we would be better off with less trade, reducing transportation emissions and only trading that which is essential e.g., precious minerals or agricultural plants and advice that help a poor nation grow more food. I was in China for the first time and saw how terrible its pollution is (e.g., airports closed as pl=ilots cannot see through small particle emissions which are the most damaging kinds) due to using archaic coal plant technology. Would not a buy local world, with China shifting to domestic production be better net net for the environment and poor people in need of work? Would appreciate your perspectives. It's been a long while since my international course. At a minimum, I think China with its foreign currency wealth should be held to higher environmental standard to be part of WTO.

  5. CommentedKen Peterson

    I wonder if this organization is run by the same people who structured the Obama administration? You don't know 'how' or 'where' to find answers to humanities problems. Then, like the blind pig, having found an acorn, you don't know 'what' to do with it.
    There is a 'degree of complexity' inherent in the structure of any organization implying the overall capability of the organization. This is an organization of talkers and thinkers involved in advancing the cause of talking and thinking.
    The foolish world admires the ineffectual thinker while scorning the man with the hammer in his hand.

      CommentedGreg Ivanov

      "This is an organization of talkers and thinkers involved in advancing the cause of talking and thinking." How true!

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