Wednesday, April 16, 2014
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Chi Inquina Paga

NEW YORK – Quando, nel 2010, la BP ed i suoi partner di perforazione causarono la fuoriuscita di petrolio dalla piattaforma petrolifera Deepwater Horizon nel Golfo del Messico, il governo degli Stati Uniti chiese alla BP di finanziare il disinquinamento, risarcire coloro che avevano subito danni, e pagare sanzioni penali per gli errori che avevano portato al disastro. La BP ha già impegnato più di 20 miliardi di dollari in bonifiche e sanzioni. Sulla base di un accordo della scorsa settimana, la BP ora deve pagare la più grande sanzione penale della storia degli Stati Uniti - 4.5 miliardi di dollari .

Gli stessi standard per la depurazione ambientale devono essere applicati alle multinazionali che operano nei paesi poveri, dove il loro potere è in genere così grande rispetto a quello dei governi locali da permettersi in molti casi di agire impunemente, scatenando devastazioni sul piano ambientale più o meno senza alcun obbligo di risponderne. Chi inquina deve pagare, nei paesi ricchi come in quelli poveri. Le grandi compagnie devono assumersi la responsabilità delle loro azioni.

La Nigeria è stata banco di prova principale per l’impunità ambientale delle imprese multinazionali. Per decenni le più importanti compagnie petrolifere, tra cui, Shell, ExxonMobil, e Chevron, hanno prodotto petrolio sul Delta del Niger, un ambiente ecologicamente fragile di foreste di paludi d’acqua dolce, mangrovie, foreste pluviali di pianura, e di isole di protezione degli ambienti litoranei. Questi ricchi habitat ospitano notevoli biodiversità –o lo facevano prima dell’arrivo delle compagnie petrolifere- e più di 30 milioni di abitanti locali, che dipendono dagli ecosistemi locali per la loro salute e le loro condizioni di vita.

Venti anni fa, l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura e delle Risorse Naturali ha classificato il Delta del Niger come una regione ad elevata biodiversità rispetto alla flora e alla fauna marina e costiera –per le sue specie di alberi, pesci, uccelli e mammiferi, tra le altre forme di vita- e quindi l’ha valutata come priorità molto elevata da preservare. Ma ha anche osservato che la biodiversità della regione era massicciamente minacciata, pressoché senza protezione.

Le multinazionali operanti sul delta, per decenni, hanno disperso petrolio e bruciato gas naturale, senza riguardo per l’impoverimento e l’avvelenamento dell’ambiente e delle comunità dovuti alle loro azioni. Secondo una stima, negli ultimi 50 anni, le perdite complessive accumulano a circa 10 milioni di barili –due volte la dimensione della fuoriuscita della BP.

I dati non sono certi: ci sono state molte migliaia di perdite nel corso di questo periodo- spesso scarsamente documentate da parte delle imprese e dal governo, che ne hanno frequentemente nascosto la dimensione o semplicemente non le hanno quantificate. Infatti, proprio quando la BP veniva colpita da nuove sanzioni penali, la ExxonMobil ha annunciato l’ennesima fuga da un oleodotto sul Delta del Niger.

La distruzione ambientale del delta fa parte di una saga più grande: compagnie concusse operano a braccetto con funzionari governativi corrotti. In modo sistematico, le società corrompono i funzionari per ottenere licenze per le estrazioni petrolifere, mentire sulla produzione, evadere le tasse, schivare la responsabilità dei danni ambientali da loro causati. I funzionari nigeriani sono diventati favolosamente ricchi, grazie a decenni di profitti da parte delle compagnie internazionali, che hanno saccheggiato le ricchezze naturali del delta. La Shell, il più grande operatore straniero sul Delta del Niger, è stata più volte criticata per le sue pratiche eclatanti e la sua riluttanza ad essere chiamata a risponderne.

Nel frattempo, la popolazione locale si è impoverita ed è afflitta da malattie causate dall’aria insalubre, l’acqua potabile avvelenata, e l’inquinamento della catena alimentare. L’illegalità locale ha portato alla guerra tra bande e a continui allacci illegali nei gasdotti per rubare il petrolio, determinando ulteriori massicce perdite di petrolio e frequenti esplosioni che uccidono decine di persone, compresi passanti innocenti.

In epoca coloniale, l’estrazione della ricchezza dai territori amministrati era la motivazione ufficiale del potere imperiale. Nella fase post-coloniale, i metodi si sono mascherati meglio. Quando le compagnie petrolifere si comportano male in Nigeria, o altrove, sono protette dal potere dei loro paesi di origine. “Non si scherza con le compagnie”, viene detto dagli Stati Uniti e dall’ Europa. In effetti, una delle tangenti più grandi (con una fama da 180 milioni di dollari) pagata recentemente in Nigeria è stata quella della Halliburton, una compagnia strettamente intrecciata con il potere politico degli Stati Uniti (Dick Cheney è passato dall’essere amministratore delegato della Halliburton alla vicepresidenza degli Stati Uniti).

Lo scorso anno, l’ United Nations Environment Program (UNEP) ha pubblicato una relazione notevole sulla terra degli Ogoni, una delle più vaste regioni d’origine della principale etnia del Delta del Niger, epicentro del conflitto tra le comunità locali e le imprese internazionali del petrolio. La relazione è stata tanto feroce quanto scientificamente chiara. Nonostante le molte passate promesse di riqualificazione, la terra degli Ogoni rimane in uno stato di agonia ambientale, impoverita ed ammalata dall’industria petrolifera.

L’UNEP ha fornito anche raccomandazioni chiare e dettagliate, comprese le misure d’emergenza per garantire l’acqua potabile; le attività di ripulitura indirizzate al recupero delle mangrovie e dei terreni; gli studi di salute pubblica per identificare e contrastare le conseguenze dell’inquinamento; ed un nuovo quadro normativo.

In occasione del Vertice di Rio+20 di giugno, i governi di tutto il mondo hanno recentemente concordato di muoversi verso un nuovo scenario, dichiarando la loro intenzione di adottare Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS). Gli OSS offrono al mondo intero un’opportunità fondamentale di fissare norme chiare e convincenti per il comportamento dei governi e delle compagnie. Molte aziende importanti, comprese le industrie del settore petrolifero, hanno espresso la loro disponibilità a sostenere gli obiettivi di sviluppo sostenibile.

La depurazione del Delta del Niger darebbe l’esempio più forte di una nuova era di affidabilità. La Shell, la Chevron, la ExxonMobil, e le altre principali compagnie petrolifere devono farsi avanti e contribuire al finanziamento del disinquinamento necessario, inaugurando una nuova era di responsabilità.

Allo stesso modo, è a rischio la stessa credibilità del governo nigeriano. È incoraggiante che diversi senatori del paese di recente siano stati in prima linea nel tentativo di rafforzare le regole legislative del settore petrolifero.

Il disinquinamento del Delta del Niger rappresenta l’occasione ideale per la Nigeria, per l’industria petrolifera, e per la comunità internazionale di dimostrare in modo convincente che si è aperta una nuova epoca. D’ora in poi, lo sviluppo sostenibile non deve essere più un semplice slogan, ma piuttosto un approccio operativo verso una governance globale e verso il benessere di un pianeta affollato e sotto pressione.

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  1. Commentedmargaret beresford

    Sorry, your arguments melt away when you purposely forget to deal with the multitude of trade agreements including the TPP which aims to dictate corporate economic avarice over every nation's government's constitution and countries existing policies. How sustainable is it when local, state and federal levels can no longer enact any protective environmental laws, encourage any small or growing business with domestic contract, where voting for levels of governance is over riding by foreign corporations investor rights to profit at the expense of the countries people, land and economic self determination. In Canada we were lied to and signed NAFTA, now instead of open and fair economic competition we are faced with badly managed foreign companies using NAFTA communism's mandate to guarantee that any and all foreign companies MUST make profits for investor at the exclusion of national sovereignty, protection of national resources, the denial of any sustainable competition. To date we will in total be on the hook for 1.8 billion dollars to pay for outside corporate malfeasance, flagrant pollution, bad management decisions of corporations in other countries branches, no allowance for national innovation, etc, etc. How did so many of the invasive vulture trade agreements seem to skirt your vigilant beam?????? I as a global taxpayer are frankly fed up with the piling lies and just maybe see that if these lies are to ensure the 1% can operate with impunity while continuing to steal every tax dollar from our nation government in the guise of free theft trade of the only markets left to plunder---local, state and federal taxpayers of each and every country need to drained.

  2. CommentedCarol Maczinsky

    Mr. Sachs, let's get the facts straight. The Americans use the world to load off their financial crime waste, the Americans use the world to pay for their corporate oil crimes. Actually BP didn't cause the Deepwater Horizon oil spill but its US contractor Transoceans. Only that Transoceans has no end customer related business. The ruthless exploitation of BP sents a strong signal and explains why the Germans are right to go for the renewables. Just imagine how many solar plants you could built with 25 billion $.

  3. CommentedJohn Brian Shannon

    Hi Jeffery,

    This is a fine article and thank you for covering this travesty, which occurs on a large scale and is largely hidden from the public view.

    I would gladly forego charging oil executives and corrupt government leaders with criminal charges -- if doing so would drop opposition within those quarters to the actual cleanup and remediation of contaminated land and waterways, once a spill has occurred.

    Many hundreds of cleanup operations are not being executed on account of pending lawsuits and criminal charges.

    (When a prosecutor can stand up in court and say "XYZ oil company MUST be guilty of criminal behavior because the proof of that which I have right here in my hand is the 90-million-dollar itemized cleanup bill.")

    From my point of view, when a spill occurs (whether caused by negligence, act of nature, terrorism, or anything else) if the oil company comes forward right away, issues a press release, informs the relevant government authorities, and begins work on cleanup and remediation right away -- this should qualify that company and it's executives from any criminal lawsuits regarding that particular spill. Period, end.

    Yes, it's that important.

    For companies who do not want to initiate the above-noted proper response to a spill, then let the full force of the law be applied. If that means a 20-billion-dollar fine to cover the costs of third-party cleanup efforts AND prison time for oil executives, that is just fine with me. I'd say they are 'getting off light' with that sort of meagre punishment.

    But for oil executives who duly report and properly respond to oil spills -- full immunity from criminal prosecution.

    That is what it is going to take to ensure proper cleanup of inevitable oil spills to come and the present-day oil spills which are still pouring oil today, into lakes and rivers and valuable lands.

    Thank you for the opportunity to comment, Jeffery.

    Cheers, JBS
    http://jbsnews.com





    1. CommentedJohn Brian Shannon

      Typo correction in my above comment -- bottom of the 5th paragraph should read:

      "...-- this should disqualify that company and it's executives from any criminal lawsuits..."

      Thank you, JBS

  4. CommentedZsolt Hermann

    Humans do not act without motivation.
    When there is a need to change the prevalent attitude, approach people can either use negative or positive motivation.
    Usually when significant change is required applying negative motivation can be successful to wake people up and introduce "fear" keeping them aligned with the new direction.
    But in order to achieve long term, sustainable change a positive motivation is required, otherwise as "fear" dissipates and people start finding the ways avoiding punishment, going around it, the desired direction is lost.
    And positive motivation can only come from a global education program to all layers, cultures and ages of the society to explain that we all exist in a vast natural ecosystem we ourselves are part of, and only if we keep the fundamental laws of nature, the laws of balance and homoeostasis can we expect not only a sustainable future but survival of our species.

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