Thursday, April 24, 2014
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Oro a quota 10,000?

SAN FRANCISCO – Non è mai stato facile avere una conversazione razionale sul valore dell’oro. Ultimamente poi, con il prezzo dell’oro cresciuto di più del 300% nel corso dell’ultimo decennio, è più difficile che mai. Lo scorso dicembre, gli economisti Martin Feldstein e Nouriel Roubini hanno entrambi scritto degli editoriali nei quali mettevano coraggiosamente in dubbio l’esuberanza del mercato, evidenziando con intelligenza i rischi legati all’oro.

Ma indovinate un po'? Da quando i loro articoli sono apparsi, il prezzo dell’oro è aumentato ulteriormente, arrivando recentemente a toccare il valore record di 1.300 dollari. Lo scorso dicembre, molti fanatici dell’oro sostenevano che il suo prezzo era inevitabilmente destinato a raggiungere i 2000 dollari. Adesso, rinfrancati dalla sua continua ascesa, alcuni arrivano a suggerire che il valore dell’oro potrebbe arrivare ancora più in alto.

Un investitore di successo che ha puntato sull’oro mi ha recentemente spiegato che anche i valori azionari sono rimasti pressoché stazionari per più di un decennio, finché l’indice Dow Jones non ha varcato la soglia dei 1.000 punti agli inizi degli anni ’80. A quel punto, l’indice è schizzato fino ad oltrepassare i 10.000 punti. Ora che l’oro ha attraversato la fatidica barriera dei 1.000 dollari, perché non dovrebbe poter decuplicare anch’esso?

Tutto sommato, per visualizzare un prezzo dell’oro molto più alto di quello attuale non si deve fare un grande sforzo d’immaginazione. Aggiustando i valori per l’inflazione, il prezzo oggi non è neanche lontanamente paragonabile al suo massimo storico, raggiunto nel gennaio 1980. A quel tempo l’oro raggiunse gli 850 dollari, cioè più di 2.000 dollari di oggi. Ma quello del gennaio del 1980 fu certamente un picco anomalo, legato ad un periodo di alta instabilità geopolitica. A 1.300 dollari, il prezzo attuale dell'oro è probabilmente più del doppio di quello che dovrebbe essere il suo valore medio, a lungo termine, aggiustato per l’inflazione. Allora cosa potrebbe giustificare, a questo punto, un’ulteriore ascesa nel prezzo dell’oro?

Una risposta, di certo, può risiedere nella prospettiva di un totale collasso del dollaro americano. In un periodo caratterizzato da deficit in aumento e politica fiscale sconclusionata, è lecito domandarsi se un’amministrazione populista non possa irresponsabilmente ricorrere al torchio tipografico. Per chi fosse davvero preoccupato da questo scenario, l’oro potrebbe effettivamente rappresentare la difesa più affidabile.

È vero che c’è chi potrebbe sostenere che i Titoli di Stato indicizzati all’inflazione fornirebbero oggi un’alternativa più sicura e diretta rispetto all’oro. Ma i fanatici dell’oro fanno bene a preoccuparsi che il Governo non onori i suoi impegni in caso di circostanze più estreme. Di fatto, come io e Carmen Reinhart mostriamo nel nostro recente libro sulla storia delle crisi finanziarie, This Time is Different, i governi a corto di fondi tendono a convertire i loro titoli indicizzati in titoli non indicizzati, in modo tale che il loro valore venga spazzato via dall’inflazione. Persino gli Stati Uniti abrogarono le clausole di indicizzazione dei loro titoli di debito durante la Grande Depressione degli anni ’30. Può quindi accadere dappertutto.

Anche in questo caso, tuttavia, il fatto che un’alta inflazione sia possibile non significa certo che sia anche probabile; bisognerebbe quindi essere cauti nel sostenere che l’aumento del prezzo dell’oro sia causato da aspettative inflazionistiche. Alcuni sostengono che l’inarrestabile scalata dell’oro sia parzialmente dovuta allo sviluppo di nuovi strumenti finanziari che rendono più facile comprare e speculare sull'oro.

C’è probabilmente un po' di verità in questo argomento – ed anche una certa dose d’ironia. Dopotutto, gli alchimisti medievali si lanciarono in quella che oggi noi consideriamo un’assurda ricerca di un metodo per trasformare il metallo in oro. Non sarebbe quindi paradossale se oggi  l'alchimia finanziaria riuscisse a far sì che un lingotto d’oro valga enormemente di più?

A mio avviso, comunque, la spiegazione più convincente per giustificare l’attuale prezzo elevato dell’oro è lo spettacolare ingresso di Asia, America Latina e Medio Oriente sulla scena dell’economia globale. Di fronte all’aumento di potere d’acquisto di legioni di nuovi consumatori, è inevitabile che la domanda si impenni, trascinando con sé il prezzo delle risorse scarse.

Al contempo, le banche centrali dei mercati emergenti hanno bisogno di accumulare riserve d’oro, che possiedono ancora in quantità di gran lunga inferiori a quelle possedute dai Paesi sviluppati. Con l’euro che appare sempre meno appetibile come strumento di diversificazione del portafoglio, l’appeal dell’oro è naturalmente cresciuto.

Quindi effettivamente sì, l'elevato prezzo attuale dell'oro potrebbe poggiarsi su fondamentali solidi, sebbene sia di gran lunga più discutibile l'opinione secondo la quale questi stessi fondamentali continueranno a spingere i prezzi al rialzo in futuro.

Infatti, un altro fattore critico fondamentale alla base dell'attuale prezzo dell'oro potrebbe rivelarsi molto meno duraturo della globalizzazione. Il prezzo dell'oro è estremamente sensibile ai movimenti globali dei tassi di interesse. Dopotutto, l'oro non paga alcun interesse e addirittura può comportare dei costi di immagazzinamento. Oggi, con i tassi d'interesse ai loro minimi storici, o quasi, in molti Paesi, è relativamente conveniente speculare sul prezzo dell'oro piuttosto che investire in titoli di Stato. Ma se i tassi d'interesse reale crescessero significativamente, come è possibile che succeda un giorno, il prezzo dell'oro potrebbe affondare.

Diversi studi suggeriscono che i prezzi dell'oro sono estremamente difficili da predire nel breve e medio termine, implicando che le probabilità di guadagnarci o perderci sono abbastanza bilanciate. È dunque pericoloso provare a fare estrapolazioni a partire dalle tendenze di breve periodo. È certamente vero che l'oro è stato caratterizzato da una crescita solida, ma questo è quello che è successo anche ai prezzi immobiliari in tutto il mondo fino ad un paio di anni fa.

Per grandi investitori, fondi sovrani di investimento e banche centrali ha perfettamente senso mantenere una modesta quantità d'oro nel proprio portafoglio per tutelarsi contro eventi estremi. Ma nonostante il suo crescente fascino, all'indomani di una straordinaria corsa al rialzo, l'oro resta una scommessa molto rischiosa per la maggior parte di noi.

Certo, queste considerazioni possono avere ben poca influenza sui prezzi. Ciò che valeva un tempo per gli alchimisti, resta vero ancora oggi: oro e ragione spesso non vanno d'accordo.

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  1. Commented Elizabeth Pula

    In my reading of this article, in retrospect, and way after the facts starting way back in 2010, and earlier, I just can't help but notice how Mr. Rogoff is just so mild mannered and polite. He understates facts, and those other guys that were hyping the gold instruments were of course yelling their heads off on FOX and a good many other places. How many little people, like regular folks freaking out in 2008, got e-mails promoting the GOLD market alternatives. Some snake-oil vendors really used their marketing skills to create new investment alternatives for the joe-blows not in-the-know, and not really part of the in-crowd on-THE-street. Hopefully, if those folks fell for the con, they sold out early, and haven't tried to maintain investments that weren't even a real hedge at all. So, what I mean to imply is that the in-crowd-on-THE-street periodically create new bubbles by their commentary. Now, dear reader, if anyone reads this comment, figure out just how many economic intellectuals are part of the same crowd? If, the title of this article in 2013 was also titled the same in 2010, just how much of a hopeful message can be implied and inferred by a lot of fearful people, who believe, and trust certain messages by certain authority figures? I very clearly do not mean to imply or suggest that Mr. Rogoff ever intends, or intended to mislead anyone, at any time past, present, or future. Personally, though, I do think that intellectual disconnect isn't anywhere as critical for most folks, as real uncomfortable social status, and economic opportunity disconnect for over 90 percent of everyday people. What I am referring to are the facts that since the 80's, real economic opportunities have been decreasing exponentially for certain citizens. Check out some of the EPI.org statistics. Those facts have been occurring, regardless of the whoopsie daisies of THE street markets and under-cover games.

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